Il Permanent Portfolio è il modello d’investimento reso noto dal suo fondatore Harry Browne, che ne descrive le caratteristiche all’interno del suo libro “Fail Safe Investing” (citiamo anche “The Permanent Portfolio: Harry Browne’s Long-Term Investment Strategy”, di C. Rowland e J. M. Lawson, che ne approfondisce ulteriormente le dinamiche).
Creato negli anni ’80, il Permanent Portfolio è un portafoglio modello divenuto molto noto, facile da replicare, e che segue un approccio difensivo e stabile. Questa la sua allocazione:
- 25% Azionario
- 25% Oro
- 25% Obbligazionario Lungo Termine
- 25% Obbligazionario Breve Termine/ Strumenti Monetari
Questi i rendimenti storici ottenuti sul mercato USA (rendimenti annui, in termini reali, quindi al netto dell’inflazione, conseguiti su di un arco temporale d’investimento di 10 anni), ripresi da Portfolio Charts:
Parliamo quindi di un rendimento medio annuo composto, reale (netto inflazione), del 4,8%, con un controllo del rischio e della volatilità decisamente interessante.
Infatti, questo l’andamento nel corso del 2008 (anno molto negativo, come sappiamo):
Nonostante la presenza di un 25% azionario, il Permanent Portfolio ha chiuso l’anno in maniera incredibilmente stabile (la performance in termini reali, quindi comprensiva anche dell’effetto inflazione, è giusto leggermente negativa).
Questo di seguito l’andamento del Permanent Portfolio nel periodo più recente:
Dal 2011 al 2019, il modello, applicato sul mercato USA, mostra un rendimento medio annuo reale, quindi netto inflazione, del 3,75%, con una volatilità (deviazione standard) del 5,94%.
https://fourpillarfreedom.com/lazy-portfolios/
Questo, invece, l’andamento del portafoglio (linea nera) a confronto con l’andamento delle sue singole componenti:
Periodo 1990-2012
Molto interessante questo confronto fra il Permanent Portfolio, il classico modello 60/40, e l’indice azionario americano S&P500:
Dal 1976 al 2016, 1 dollaro investito sul portafoglio 60/40 ha generato una performance media annua (nominale, quindi lordo inflazione) del 10,13%, per un ritorno finale complessivo, grazie anche all’interesse composto, del 5.050%.
Il Permanent Portfolio invece ha realizzato un rendimento medio annuo dell’ 8,4% (sempre nominale), per una performance finale complessiva di 2.600%.
Questa la volatilità, ovvero la deviazione standard, dei tre diversi percorsi d’investimento:
Come vediamo, il Permanent Portfolio mostra certamente un percorso più stabile e difensivo, come vediamo infatti anche dai drawdown massimi (perdite massime) registrate:
Tramite il profilo Permanent Portfolio (twitter.com/PermPort) è possibile ricevere aggiornamenti costanti sull’andamento del portafoglio.
Questo, ad esempio, il risultato ottenuto nel corso del 2018 e 2019 (contestualizzato al mercato americano):
2018: -1,72%
2019: +16,20%
Questi invece i ritorni, nominali e reali, del modello, dal 1972 al 2011, ripresi dal libro di C. Rowland e J.M. Lawson “The Permanent Portfolio”: